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08 marzo 2013

la nascita del Signor Fox


Molti conoscono il Signor Fox, conoscono la sua magia, il suo naso di pezza, ma nessuno sa da dove venga esattamente né perché sia così tanto magico. Bene, vi racconto come tutto ebbe inizio...

… Il vento quella sera non voleva proprio smetterla di ululare e di lì a poco anche la pioggia cominciò a riversarsi sopra quella piccola contea. Non c'era un filo di luce nel cielo, tanto erano nere e spesse le nubi, solo i piccoli bagliori, provenienti dalle finestre delle abitazioni sparse quà e là, coloravano leggermente il nero profondo di quella notte. Le verdi colline che caratterizzavano il paesaggio, quella sera, sembravano danzare vivacemente al passare dell'impetuoso vento, ogni animale si agitava nella sua stalla e le persone, frettolosamente, chiudevano le bandelle delle loro finestre per scivolare nei caldi letti. Di lì a poco tutte le finestre si spensero e le prime grosse gocce di pioggia cominciarono a cadere piegando i ranuncoli e le ortensie dei giardini. Per gli abitanti della contea, tutti agricoltori, quella pioggia incessante sarebbe stato un danno per il raccolto, ma per la piccola volpe che, furtivamente avanzava tra i cespugli in cerca di cibo, era un aiuto: la pioggia avrebbe cancellato le sue impronte dal terreno e nessuno l'avrebbe accusata del furto di qualche gallina. Spesso le volpi si avvicinavano al villaggio in cerca di cibo e la mattina qualche gallina mancava, così gli uomini, al minimo rumore proveniente dalle stalle, uscivano, nel cuore della notte, impugnavano il fucile e molte volte lo usavano.
Ma quella notte il vento le faceva da complice: brontolava così forte insieme alla pioggia, che qualsiasi rumore sarebbe stato coperto.
Piano piano uscì dal bosco con quel suo naso appuntito, quatta quatta si avvicinò al primo pollaio che trovò, uscendone dopo pochi minuti con il muso ricoperto di penne bianche e la pancia piena. Ormai sotto ogni pollaio c'era un passaggio scavato a perfezione dalle volpi e nessun contadino se ne era ancora accorto. Girò altri due pollai, poi finalmente sazia e completamente fradicia dalla pioggia, pensò bene di ritornare alla sua tana: ormai quella sera aveva fatto il pieno che le serviva anche per i giorni a venire. Saltò su qualche muretto in pietra, si schiacciò sotto qualche cancello e di corsa cercò di attraversare l'ultimo giardino prima del bosco, quando affondò con le zampe in una grossa pozza d'acqua vicino alle lattughe. Fu lì che, girando lo sguardo, vide sotto un cespuglio di lavanda e ranuncoli un uovo. La volpe non poteva perdersi quest'occasione, seppur con la pancia piena, quello era cibo, non per oggi ma sicuramente per domani e doveva prenderlo. Faticosamente riuscì ad uscire dalla pozza e quando fu, di nuovo, in piedi, in men che non si dica prese l'uovo in bocca e scappò verso il bosco.
Fu semplice ritrovare la strada di casa anche se ormai pioveva a dirotto.


Ormai al riparo nella sua tana, la volpe cominciò a ripulirsi il pelo dal fango e stanca dalla proficua caccia, dimenticò quell'uovo vicino a sé.
Il mattino dopo il bosco era un risveglio di profumi e di colori ed il cielo tornava piano piano a ricolorarsi di celeste. La rossa volpe si solleticò un poco il naso, poi decise di aprire gli occhi e dare finalmente il buongiorno a quel lieve sole del mattino. Era troppo stanca per uscire dalla tana, quindi, pensò bene di rimanere acciambellata nel suo covo tutto il giorno. Dette un'occhiata a quell'uovo completamente ricoperto di fango, ma non era affatto affamata e così richiuse gli occhi. Dormì abbastanza e non so per quanto tempo ma, un ottima sveglia fu il brontolio dello stomaco: era l'ora di svegliarsi e di mangiare. Non c'era bisogno di affaticarsi tanto poiché aveva con sé il bottino dell'ultima caccia: l'annusò ben bene, poi cominciò a leccarlo... “ummm” sentiva già sciogliersi in bocca il buon sapore di uova fresche ed intanto continuava a leccare il guscio ritardando il piacere di un buon pasto. E quando fu pronta per mangiare l'uovo, la volpe si fermò e lo guardò, l'annusò e lo studiò incuriosita dalle tante strisce celesti che lo decoravano.
Chissà di quale specie di animale era mai quell'uovo così strano,” pensava. In molti anni di caccia non le era mai capitato un uovo così: mai si era visto un uovo a strisce bianche e celesti.


(illustration and text by ceciliacavallini: Do not copy without permission)

… e così la volpe guardò quell'uovo così a lungo da decidere di non mangiarlo più: lo avvicinò a sé e lo mise sotto la sua pancia. Sopportò la fame ed il freddo, ma non si allontanò mai da quell'uovo che l'aveva conquistata e non si spiegava il perché. I giorni passarono, i primi germogli sugli alberi cominciarono a farsi vedere e per l'uovo venne il momento di schiudersi. La smagrita volpe drizzò le orecchie perché si accorse che qualcosa stava succedendo sotto di lei: il primo pezzettino di guscio saltò e poi un altro ed un altro ancora finché non spuntò fuori una testina così piccola da commuovere la rossa volpe. Un buffo animaletto con gli occhi gonfi si sporgeva verso il petto della volpe, strofinandosi per farsi posto tra il caldo pelo. La volpe osservò la creatura che ben non si capiva che cosa fosse, ma la portò a sé e come una mamma fa con i suoi piccoli, le diede il suo latte. Nonostante avesse sofferto la fame ed ancora la soffriva, la volpe non era mai stata così felice come in quel momento. Quando il suo piccolo dormiva, lei usciva a caccia e quando si svegliava lei era accanto a lui e lo coccolava. Spesso la volpe guardava quella strana creatura a metà tra un volatile ed un quattro zampe e si stupiva di vedere come cambiava con il passare del tempo. Talmente il latte della volpe era pieno d'amore che magicamente faceva assomigliare sempre più il piccolo alla sua mamma. Il tempo pian piano passò ed il piccolo si trasformò in una vispa e rossa volpe, con una grande coda a righe e due dritte orecchie a sventola. La mamma era contenta del suo piccolo anche se continuava a chiedersi che razza di magia fosse avvenuta: da un uovo a righe celesti era nata una volpe rossa.
Nelle giornate in cui il sole faceva capolino i due uscivano a giocare e la mamma dava le prime lezioni di caccia al piccolo: gli insegnava a nascondersi, a mettersi in agguato e a cercare di afferrare la preda; gli insegnava a seguire le impronte degli animali e a riconoscerne l'odore, ma, quest'ultima cosa, alla piccola volpe, risultava assai difficile. L'unica cosa che non aveva preso dalla madre e per questo ricordava ancora una specie di volatile, era il naso: completamente schiacciato.
E siccome il piccolo cresceva e di naso proprio non se ne parlava, allora la mamma volpe pensò bene di tornare al villaggio, dove aveva trovato il magico uovo e cercare lì la soluzione.
Uscì presto di mattina, raccomandandosi con il piccolo di non allontanarsi per qualsiasi ragione. Tornò nel luogo dove aveva trovato l'uovo, guardò e riguardò sotto le lattughe ed i ravanelli ma di nasi proprio niente, finché non venne catturata da una stridula voce di bambina proveniente dalla casa lì vicino. Furtivamente la volpe si avvicinò alla finestra della veranda e sbirciò dentro: guardò la bambina che giocava con i suoi animali di pezza ed appena la piccola si allontanò, la rossa volpe balzò e con un morso staccò il naso ad un pupazzo. Poi schizzò via, lasciandosi dietro le urla della piccola che, nel frattempo, era rientrata in veranda. Corse velocemente a casa dal suo piccolo e gli mise un bel naso appuntito, bello e colorato, rendendo quella creatura ancor più speciale.
- Ti chiamerò Fox! - gli sussurrò amorevolmente la sua mamma abbracciandolo
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Così il Signor Fox crebbe, con il suo naso scozzese di pezza, circondato dall'amore della sua mamma e da tanta magia che, ancora oggi, nessuno sa da dove provenga.


Oggi il mio blog compie tre anni: non conoscevo modo migliore per festeggiare.

Cecilia

(auguri a tutte le donne)


6 commenti:

  1. Auguri al blog, alla sua proprietaria ed alla DONNA!!! Felice 8 Marzo! NI

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  2. La storia èdavvero carina, potresti scriverla ed illustrarla per i bambini!
    Auguri per il compliblog e buona giornata della donna!

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  3. Auguronzoli a te, al blog, ed alle belle cose che sempre mostri. Ciao, e°*°

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  4. Che meraviglia la storia e la sua illustrazione, auguri a te e alla tua splendida creatività!
    Bellalullo

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  5. Ecco spiegata la magia!
    Una storia tenera che corre dritta dritta al cuore.
    Auguri cara Ceci e continua ancora ad incantarci per infiniti anni!!!
    donata

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  6. Tanti auguri a te e alla tua creatività :)
    e grazie per tenerci compagnia!
    un bacione
    Giulia

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grazie per avermi lasciato un commento