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13 ottobre 2015

Ti racconto di quella volta che...

... venne a trovarmi il Signor Riccio per sorseggiare un buon tè del Buonumore e ci accomodammo in veranda. Lui, come al solito molto curioso, si gustava il tè e si guardava intorno mentre chiacchieravamo. Il momento del tè in casa mia è sempre stato molto speciale: proprio a quell'ora il sole della sera comincia a fare capolino dalle vetrate ed attraverso i cristalli appesi al soffitto, la stanza cambia luce fino a trasformarsi in un arcobaleno. 
Quella volta il Signor Riccio notò qualcosa di nuovo tra i cristalli: una giostra in legno e carta oscillava leggera, dondolata dal vento che entrava dalla finestra. Intorno alla giostra erano rappresentati cinque buffi animali colorati e i cristalli la illuminavano. Chiesi se gli piaceva e lui mi rispose che non aveva mai visto una giostra così bella.

- Bella vero? - gli chiesi.
- B- b- bellissima - mi rispose lui balbettando - M-ma co-cos'è? 
Allora gli raccontai che quello era il circo volante "Stelle e strisce" e che era esistito molti anni fa. Il mio amico Riccio rimase a bocca aperta perché non ne aveva mai sentito parlare ed emozionato come allora, cominciai la storia.

(Illustrazione Cecilia Cavallini - don't copy)


- Beh, quello è stato davvero un circo eccezionale: passava una volta l'anno ed era festa grande quando entrava in paese. Tutti noi bambini facevamo a gara ad arrivare per primi alla parata degli artisti, per poter prendere al volo le farfamelle che regalavano.

- C - c - caro Signro Fox, temo di non co - co - conoscere p - p - proprio queste farfamelle - mi disse il Signor Riccio.

 Ed io sorrisi: - Carissimo, le farfamelle, da allora, non le ho più viste neppure io. Erano caramelle a forma di farfalla che volavano direttamente in bocca e quando arrivavi a sentirne il gusto di cannella e mandarino, ti sentivi così leggero e felice che i tuoi piedi si alzavano da terra per qualche istante. Puoi immaginarti la felicità dei bambini, ed anche di qualche adulto che riusciva ad averla, nel ritrovarsi a fare piroette a mezz'aria! ...Ma quel circo non era speciale solo per le farfamelle, loro erano proprio dei veri artisti: arrivavano in paese con  dei carrozzoni colorati dove c'era scritto a grandi lettere "Stelle e strisce - il circo dove le acrobazie volando, vengono meglio". 
Risparmiavamo monete un intero inverno, per poterci permettere più di un biglietto, per gli spettacoli. Ogni tanto cercavamo di andare a sbirciare tra i carrozzoni per vedere quei meravigliosi artisti mentre facevano le prove, ma durante il giorno tutto taceva. Poi, magicamente, al tramonto, il grande tendone di stelle turchine si illuminava e si diffondeva per tutto il bosco un'allegra canzoncina che ci avvertiva dell'inizio dello spettacolo. I nostri genitori ci lasciavano andare, tanto ci avrebbero raggiunti. Salivamo a corsa la lunga scala che ci portava lassù, dove il circo stava, sospeso con dei palloncini, tra le nuvole.
La prima ad esibirsi era sempre la giraffa a strisce blu che ci raccontava una piccola novella e poi  presentava lo spettacolo. Poi d'improvviso le luci si spostavano in alto per illuminare il Ciuchino bicolore, un grande trapezista: pensa, riusciva a percorrere tutta la corda su due zampe. Ad un certo punto compariva del fumo rosa e da lì usciva il fenicottero con i collant a righe. Mi sono sempre chiesto come facesse a contorcersi così tanto: con le sue esili e lunghe gambe formava in continuazione fiori, animali e scritte. Proprio un vero contorsionista.
Ma per tutti noi bambini l'esibizione più bella era quella dell'elefante tatuato di stelle che entrava da dietro il sipario su una palla. Dal naso faceva uscire bolle di sapone colorate ed il bello arrivava alla fine della sua esibizione.... dove, invece delle bolle, dal naso, faceva uscire zucchero filato che regalava a noi bambini. Quello zucchero filato era talmente buono che tutti noi lo mangiavamo piano piano proprio perché durasse di più: sapevamo che doveva passare un anno prima di rimangiarlo. Ed alla fine arrivava lui: il colibrì pagliaccio che volava in lungo ed in largo per il tendone e faceva buffi scherzi a grandi e piccini.

- C - c - come avrei v - v - voluto vederlo, caro Signor Fox - disse il mio amico - oggi artisti così non se ne vedono...

Fu allora che mi voltai a guardare fuori dalla veranda e dentro di me dissi Chissà... forse un giorno. Con un velo di malinconia e gli occhi lucidi, provai difficoltà a concludere il racconto di quel circo così unico che tanto regalò alla mia infanzia.
- L'ultima sera doveva esserci il più grande spettacolo mai visto e tutto il circo brillava più delle stelle. Noi non stavamo più nella pelle per l'emozione. Il cielo era carico di nuvole colorate di rosa dal tramonto e lassù il circo splendeva come un faro nella nebbia. Ci ritrovammo tutti ai piedi della lunga scalinata pronti a pagare il biglietto ed in quel momento si alzò uno strano vento ed il tendone cominciò ad oscillare sempre più ed i palloncini a salire ancora, finché  il circo iniziò a volare sempre più in alto ed ancora più sù fino, quasi, a scomparire. L'unica cosa che continuammo a vedere era la sua luce: una grande stella luminosa. Forse era quello lo spettacolo "più grande" a cui volevano farci assistere o forse era stato veramente quello strano vento a portarli lassù tra le nuvole. La cosa che so per certo, è che, lassù, il loro spettacolo da qualche parte continua e quella stella che vedi brillare, tutte le sere più delle altre, ne è la prova. Io, intanto , mi guardo la loro giostra che, ogni volta che si alza il vento, comincia ad oscillare e quegli strani artisti a fare acrobazie!




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